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Nuovo Dpcm, obbligo di mascherina anche all’ aperto, tranne in luoghi isolati e durante l’attività sportiva.

Regola numero uno: la mascherina deve essere portata sempre con sé. Regola numero due: deve essere sempre indossata all’ aperto, a meno che non si stia in un luogo isolato oppure si faccia attività sportiva. Sono queste la novità principali del decreto firmato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Di fronte all' aumento dei contagi da coronavirus che sembra non fermarsi, il governo decide che d’ora in poi anche negli spazi esterni sarà vietato stare senza protezione di naso e bocca. Si è deciso pure di aggiungere alla lista dei Paesi per cui sarà obbligatorio fare il tampone quando si rientra in Italia Gran Bretagna, Olanda, Belgio, Croazia e Repubblica Ceca, come già accade per Malta, Spagna e alcune aree della Francia, Parigi compresa. Ma l’attenzione è tutta per le mascherine, ritenute indispensabili per fermare i contagi quando non c’è il rispetto del distanziamento. E rese obbligatorie soprattutto per evitare la diffusione del Covid-19 tra i ragazzi all’uscita delle scuole e nei luoghi della movida, dove ci si accalca di fronte a bar e ristoranti spesso senza alcuni tipo di precauzione. Il governo ha infatti prorogato il divieto di assembramento, che però non serve a scongiurare la vicinanza tra due o tre persone. Nel decreto firmato oggi è previsto dunque che la mascherina si deve tenere sempre in borsa o in tasca — rispettando le regole di igiene — e indossare quando si sta dove ci sono altre persone. Rimane confermata la regola per l’utilizzo al chiuso: si deve tenere quando si entra nei negozi e in tutti gli altri luoghi aperti al pubblico, al ristorante quando ci si allontana dal tavolo. Si deve tenere sui mezzi pubblici, in treno e in aereo. Non si deve invece tenere se si va in macchina o in moto con i congiunti. Scontato che non deve essere indossata quando si va in bicicletta. Sono state previste deroghe per l’attività motoria. E dunque non si deve tenere quando si fa sport all’ aperto o al chiuso, quando si fa jogging, quando si passeggia in luoghi isolati. Pronti però a indossarla se si incontrano altre persone. Chi non rispetta le prescrizioni rischia una multa da 400 a 3.000 euro. [articolo di Fiorenza Sarzanini, tratto dal Corriere della Sera/ Cronache]

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Cristina Guardati

Salute mentale e considerazioni psicosociali durante l'epidemia di COVID-19

Vorrei condividere questo documento, sviluppato dal Dipartimento di Salute Mentale e Uso delle Sostanze dell’OMS del 18 marzo 2020, poichè contiene diversi messaggi per la popolazione generale, per gli operatori sanitari, per i manager delle strutture sanitarie, per chi si prende cura dei bambini, per gli anziani e le persone con problemi di salute e chi si prende cura di loro e per le persone in isolamento. Tali messaggi possono essere utilizzati nelle comunicazioni per sostenere il benessere mentale e psicosociale tra diversi gruppi sociali durante l'epidemia.

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Avviata valutazione del remdesivir dall' Ema

L'Agenzia europea per i medicinali (Ema) ha avviato uno studio di revisione continua dei dati con procedura rapida relativo al farmaco antivirale remdesivir in relazione al trattamento del Covid-19. Si tratta di una procedure di cui l'Ema si avvale per velocizzare la valutazione di un farmaco sperimentale promettente durante un'emergenza di salute pubblica, come l'attuale pandemia. "L'avvio dello studio - sottolinea l'Ema - significa che è iniziata la valutazione del farmaco e non implica che i suoi benefici siano maggiori dei rischi". La decisione dell'Ema si basa sui risultati preliminari dello studio “Actt", che suggerisce un effetto benefico del remdesivir nel trattamento dei pazienti ospedalizzati con forme moderate o severe di Covid-19. Anche un altro recente studio cinese ha mostrato evidenze di efficacia del farmaco. Tuttavia, precisa l’Ema, "è ancora troppo presto per trarre conclusioni sul rapporto rischio-beneficio del farmaco”. Il remdesivir è un antivirale sviluppato originariamente contro l'Ebola. Sebbene esso non sia ancora autorizzato nell'Unione europea (mentre il suo uso è stato autorizzato ieri negli Strati Uniti dall'Agenzia statunitense per i farmaci Fda) esso può essere disponibile per i pazienti attraverso gli studi clinici e i programmi di uso compassionevole attraverso cui i pazienti hanno accesso a farmaci non autorizzati in situazioni di emergenza. [[tratto dal Ministero della Salute, News e Media- Notizie/ Coronavirus]]

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Onu e Oms lanciano alleanza internazionale per accelerare vaccino contro Covid-19

L'Onu e l'Oms hanno lanciato un'alleanza internazionale per accelerare lo sviluppo, la produzione e la distribuzione di un vaccino contro SarsCoV2, invitando i leader di tutto il mondo, le organizzazioni internazionali e il settore privato a scendere in campo uniti verso lo stesso obiettivo. Il nuovo coronavirus "è una minaccia comune che può essere sconfitta soltanto con un approccio comune" ha ribadito il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus. "Nessuno è salvo se non lo sono tutti" ha sottolineato il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres. Anch l'Italia ha aderito al progetto per accelerare lo sviluppo di un vaccino contro il coronavirus insieme agli altri partner mondiali. "L'Italia è dall'inizio in prima linea in questa battaglia. Abbiamo imparato sulla nostra pelle che il virus non conosce confini", ha chiarato il premier Giuseppe Conte alla conferenza stampa virtuale per la presentazione dell'iniziativa, dedicandola "a chi a causa del virus ha perso la vita e ai nostri eroi, dottori e medici. Il loro sforzo - ha aggiunto Conte - non sarà vano". "Sconfiggeremo il virus solo se uniremo le forze e costruiremo un'alleanza potente", queste le parole della cancelliera tedesca Angela Merkel. Mentre il presidente francese Emmanuel Macron ha detto: "Sarebbe inspiegabile e imperdonabile se fosse accessibile solo nel Paese in cui è stato trovato. Quando vinceremo questa battaglia dovremo renderlo disponibile il più velocemente possibile per tutte le popolazioni". L'incertezza sul "passaporto di immunità" In un documento appena pubblicato l'Oms ricorda che non ci sono ancora prove scientifiche che le persone che sono guarite dal Covid-19 abbiano anticorpi che proteggono da una seconda infezione. "A questo punto della pandemia non ci sono abbastanza evidenze sull'efficacia dell'immunità data dagli anticorpi per garantire l'accuratezza di un 'passaporto di immunità' o un 'certificato di libertà dal rischio'" scrive l'Oms. Data di pubblicazione: 25 aprile 2020 , ultimo aggiornamento 25 aprile 2020 http://www.salute.gov.it/

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Oms, coronavirus 10 volte più letale dell'influenza suina

"Le prove provenienti da diversi Paesi ci stanno dando un quadro più chiaro di questo virus, come si comporta, come fermarlo e come trattarlo. Sappiamo che il Covid-19 si diffonde rapidamente e sappiamo che è 10 volte più mortale del virus responsabile dell'influenza del 2009”. Lo ha spiegato ieri il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, nel briefing sul coronavirus da Ginevra. La pandemia influenzale a cui si riferisce il numero uno dell’Oms è quella causata dal virus A/H1N1, all’epoca nota come “influenza suina”. "Sappiamo che in alcuni paesi, i casi di Covid-19 raddoppiano ogni 3-4 giorni. Il virus accelera molto velocemente, ma decelera molto più lentamente". "Ciò significa - ha sottolineato Tedros - che le misure restrittive devono essere revocate lentamente e con controllo. Non può accadere tutto in una volta. E solo se la sanità pubblica ha adottato le corrette misure, come una significativa capacità di tracciare i contatti" dei contagiati. "Il nostro essere connessi a livello globale ha come conseguenza il rischio di una risorgenza del Covid-19. Solo un vaccino sicuro ed efficace potrà interrompere definitivamente la trasmissione" del virus, ha dichiarato il direttore generale dell’Oms. [tratto dal Ministero della Salute, News e Media- Notizie/ Nuovo Coronavirus. Discorso del direttore generale dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus]

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Vaccino anti Coronavirus, sperimentazione sull' uomo da fine Aprile

Nel giorno in cui l'Organizzazione Mondiale della Sanità ammette che solo un vaccino potrà interrompere definitivamente la trasmissione del coronavirus, dall'Italia arriva la speranza di una scoperta scientifica in tempi rapidi. L'azienda italiana Advent IRBM di Pomezia e lo Jenner Institute della Oxford University hanno, infatti, annunciato che inizieranno a fine aprile in Inghilterra i test accelerati del prototipo di vaccino anti Covid-19 su 550 volontari sani. Normalmente i tempi medi per arrivare ad immettere un vaccino sul mercato sono di 2-3 anni, ma, a fronte dell'esigenza di arrivare quanto prima ad una soluzione sicura ed efficace, l'azienda di Pomezia ha deciso di "passare direttamente alla fase di sperimentazione clinica sull'uomo ritenendo - spiega l’amministratore delegato Pietro Di Lorenzo - sufficientemente testata la non tossicità e l'efficacia del vaccino sulla base dei risultati di laboratorio ottenuti e definiti particolarmente buoni”. Il vaccino potrà essere disponibile già da settembre in modalità d'uso compassionevole per agenti delle forze dell'ordine e personale sanitario, ma sarà necessario molto più tempo perchè possa essere disponibile su larga scala per la popolazione. “E’ in fase finale la trattativa - dichiara Di Lorenzo - per un finanziamento con un pool di investitori internazionali e vari governi interessati a velocizzare ulteriormente lo sviluppo e la produzione industriale del vaccino". Al momento l’azienda sta predisponendo i report scientifici da inviare all'Agenzia italiana del farmaco (Aifa). Quello italo-britannico non è comunque l'unico prototipo di vaccino in corsa. Sono infatti cominciati, e hanno dato primi risultati positivi, i test preclinici di cinque candidati vaccini italiani contro il coronavirus condotti dall'azienda Takis. Complessivamente, sono oltre 50 i progetti allo studio nel mondo per arrivare ad un'immunizzazione efficace contro il SarsCov2. [tratto dal Ministero della Salute, News e Media- Notizie/ Nuovo Coronavirus]

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